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Tre anni di rilievi tracciano un primo profilo dell'Area Piave

Ancora una volta i viticoltori del Piave non hanno deluso le attese presentandosi numerosi alla serata del 16 aprile a Monastier di Treviso presso il Park Hotel Villa Fiorita dal titolo “Prosecco desiderato e Prosecco garantito”. L’incontro, che fa parte dell’attività di divulgazione del progetto di zonazione viticola dell’area DOC Piave, ha illustrato i risultati raggiunti dal progetto riguardo la cultivar Glera. La volontà degli organizzatori (CRA – VIT di Conegliano, Cantina Ponte, Consorzio Tutela Vini del Piave DOC, Veneto Agricoltura) non mirava ad una serata strettamente tecnica, ma ad illustrare ai partecipanti il nuovo piano dei controlli della DOC Prosecco e a fare il punto sulla situazione di mercato dei vini veneti.

Il primo intervento del Presidente Antonio Bonotto ha chiarito l’attività di promozione del Consorzio e i nuovi vini inseriti nella DOC Piave: Carmenère e Manzoni bianco, arricchendo così ulteriormente l’offerta del Piave. Successivamente Antonio De Zanche di Veneto Agricoltura ha illustrato l’andamento dei prezzi di alcuni vini a denominazione confrontando i prezzi del 2008 e del 2010 e sottolineando come il calo nei due anni abbia raggiunto, per alcune tipologie di vino, percentuali anche del 30 – 40 %. Oltre a fotografare la realtà degli ultimi anni, l’intervento ha delineato un preciso quadro sulle potenzialità delle regione anticipando le nuove tendenze di mercato e ipotizzando possibili scenari futuri. Questo contributo ha introdotto quello di Patrick Marcuzzo del CRA – VIT di Conegliano, che ha illustrato i primi risultati della zonazione ottenuti dopo tre anni di rilievi nell’area Piave con specifico riferimento al vitigno Glera; i presenti hanno avuto modo di capire come l’interazione tra ambiente e vitigno è la base per fornire prodotti unici e come la diversità pedologica e climatica dell’area Piave sia una risorsa in grado di conferire al vino Prosecco profumi più fini nelle aree “ghiaiose” a nord dell’area Piave e maggiore intensità invece ai vini provenienti da uve coltivate sui terreni fini più a sud dell’area DOC. Il dibattito si è concluso con l’intervento di Michele Zanardo, Vicepresidente Comitato Nazionale Vini, che ha trattenuto i presenti illustrando il nuovo disciplinare “DOC Prosecco” spiegando in maniera esaustiva e con precisi esempi pratici gli obblighi cui dovranno ottemperare i viticoltori affinché la loro produzione possa essere rivendicata  DOC Prosecco.

Infine, la serata si è conclusa con l’assegnazione del premio al Miglior Vigneto. Questa idea è nata dalla volontà di voler premiare non solo e sempre i vini, ma anche coloro che sono così determinanti per produrre un’uva destinata a diventare un grande prodotto enologico. Il concorso, che si ripeterà anche per quest’anno, vuole evidenziare anche l’attenzione che il viticoltore presta al paesaggio e al contesto produttivo. L’assegnatario, scelto dopo uno scrupoloso sopraluogo tra i partecipanti al bando, è stato Renzo Maccari il cui vigneto si è distinto non solo per la cura e la perfetta conduzione, ma anche per la qualità dell’uva e per il rispetto dell’ambiente. Al premiato, oltre alla riconoscenza, è stata assegnata la fornitura di prodotti per la difesa del vigneto della ditta Syngenta che in questo modo ha voluto manifestare l’attenzione anche di questo comparto alla tutela dell’ambiente.

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